Il ritorno di Picasso a Roma

Dopo cent’anni, Pablo Picasso torna a Roma. La prima volta fu nel febbraio 1917 quando l’intera Europa era devastata dalla Grande Guerra. Il maestro aveva solo 36 anni ma aveva già raggiunto la fama grazie alla rivoluzione cubista. Il viaggio in Italia era visto dall’artista come l’occasione per cercare nuovi stimoli, nuove esperienze, visto che l’avventura del cubismo si avviava inesorabilmente al termine. La ragione concreta del viaggio era stata l’invito di Jean Cocteau a scendere con lui a Roma per incontrare Sergej Djagilev, il potente impresario dei Ballets Russes: si trattava di mettere a punto scene, costumi e sipario per il balletto Parade, ideato dallo stesso Cocteau e musicato da Erik Satie. Un incontro fatale, per Picasso: non solo per l’opera d’arte che ne derivò, ma perché a Roma incontrò la ballerina Olga Khokhlova, che dopo un anno sarebbe diventata sua moglie.

Dicevamo che dopo un secolo Picasso torna a Roma. Sì, perché il pezzo forte della mostra “Picasso. Tra Cubismo e Classicismo 1915-1925”, inaugurata il 22 settembre alle Scuderie del Quirinale, è l’esposizione dell’enorme tela Parade (lunga 17 metri e alta 11) che per la prima volta sarà esposta a Roma, nel vicino Palazzo Barberini, nel sontuoso salone affrescato da Pietro da Cortona. La tela, creata come scenografia dell’omonimo balletto, è conservata al Centre Georges Pompidou di Parigi ed esposta solo in rare occasioni, proprio a causa delle sue monumentali dimensioni.

Ma se Parade è il pezzo forte, originale, la mostra proporrà un centinaio di capolavori del maestro spagnolo. Sono stati scelti dal curatore Olivier Berggruen, in collaborazione con Anunciata von Liechtenstein, con prestiti di musei e collezioni eccellenti, dal Musée Picasso e dal Centre Pompidou di Parigi alla Tate di Londra, dal MoMa e dal Metropolitan Museum di New York al Museum Berggruen di Berlino, dalla Fundació Museu Picasso di Barcellona al Guggenheim di New York.

La mostra documenta come il contatto con i tesori archeologici di Roma, Napoli e Pompei (le altre città toccate da Picasso durante il soggiorno italiano) e con il “colore” della vita popolare delle città spinsero Picasso verso un’inattesa, personalissima declinazione del “classicismo”. L’esposizione illustrerà gli esperimenti condotti da Picasso con diversi stili e generi: dal gioco delle superfici decorative nei collage, eseguiti durante la prima guerra mondiale, al realismo stilizzato degli “anni Diaghilev”, dalla natura morta al ritratto.

La mostra resterà aperta alle Scuderie del Quirinale fino al 22 gennaio 2018. Per voi che sarete a Roma nei prossimo quattro mesi, ecco una formidabile occasione per un incontro ravvicinato con uno dei massimo artisti del Novecento.

 

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Scuderie del Quirinale
Fino al 21 gennaio 2018
Picasso. Tra Cubismo e Classicismo 1915-1925
info: 06 3996 7500
www.scuderiequirinale.it

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