Le “bizzarie” di Arcimboldo

Chi di noi non è rimasto stupito nel vedere per la prima volta quegli originalissimi ritratti con le teste composte da frutta, verdure e fiori?  Vi si coglie uno sguardo ironico, grottesco, sulla realtà, da apparire più che moderno, contemporaneo. E non è un caso se i dadaisti e i surrealisti di inizio Novecento lo abbiano considerato un loro precursore.

In realtà Giuseppe Arcimboldi, universalmente conosciuto come l’Arcimboldo, ha vissuto e dipinto nel XVI secolo. È considerato uno dei massimi esponenti del manierismo internazionale, cultore di un approccio filosofico e umanistico molto distante dalle tendenze classicheggianti della Roma del suo tempo.

Per la prima volta possiamo ammirare le sue opere a Roma. Fino all’11 febbraio è infatti allestita a Palazzo Barberini una mostra organizzata dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica e da Mondo Mostre Skira, e curata da Sylvia Ferino-Pagden, una delle maggiori studiose di Arcimboldo.

Le opere esposte, che al loro apparire sono state definite “bizzarie” e “pitture ridicole”, provengono da musei e collezioni di Basilea, Denver, Houston, Monaco di Baviera, Stoccolma, Vienna, Como, Cremona, Firenze, Genova, Milano. La mostra è un’occasione eccezionale per avvicinarsi direttamente a questo originalissimo artista, anche perché è molto difficile ottenere i prestiti delle sue opere, e ciò spiega la rarità delle esposizioni a lui dedicate.

Di discendenza aristocratica, Arcimboldo si formò a Milano all’interno della bottega paterna in quell’ambiente influenzato dal genio di Leonardo Da Vinci. Ma fu soprattutto nelle corti asburgiche di Vienna e Praga, a servizio da Massimiliano II e Rodolfo II, che riuscì a esprimere al meglio il suo genio creativo.

La mostra allestita a Palazzo Barberini è suddivisa in sei sezioni che illustrano il percorso artistico dell’Arcimboldo. Il percorso espositivo si apre all’interno di una sala che introduce il visitatore nell’ambiente milanese in cui l’artista cominciò a operare. Oltre alle opere di artisti religiosi a lui più o meno contemporanei e alle suppellettili emblema dell’arte applicata della città lombarda, si trovano qui il famoso ‘Autoritratto cartaceo’, dove Arcimboldo si mostra come scienziato, filosofo e inventore.
La sezione successiva documenta la sua opera nelle corti di Vienna e Praga: contiene i ritratti alle arciduchesse, a lui attribuiti, e le personificazioni delle Quattro Stagioni messe in dialogo con gli Elementi, tra cui ‘Terra’ , un’opera che non veniva esposta da 20 anni.

Il percorso prosegue con gli Studi naturalistici e Wunderkammer, promossi dai sovrani asburgici, sempre alla ricerca di pezzi rari che potessero impreziosire le loro ‘camere delle meraviglie’.

Si giunge così alla sezione dedicata alle Teste Reversibili in cui il tema della natura morta, in voga nell’ambiente milanese tra fine Cinquecento e inizio Seicento, viene rovesciato dando vita agli originali ritratti del ‘Cuoco’ e dell’Ortolano’.

Nella sezione Il Bel Composto è possibile ammirare dei paradossi iconici: busti che sembrano del tutto naturali, ma che a ben vedere sono il frutto di un incastro logico di forme naturali, artificiali e diverse.

L‘esposizione si conclude con le Pitture ridicole espressione dell’ironia e della vena ludica dell’arte di Arcimboldo che prosegue la tradizione  leonardesca e lombarda della caricatura, personificando i mestieri, come nel ‘Giurista’ e nel ‘Bibliotecario’.

Per il vostro prossimo soggiorno romano mettete in agenda una vista a questa mostra. L’Hotel Villa Eur Parco dei Pini sarà lieto di ospitarvi e di fornirvi tutte le informazioni necessarie.

Palazzo Barberini Roma
Arcimboldo
Fino all’11 febbraio 2018
Info 06 81100257
www.arcimboldoroma.it

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